11 consigli per prendersi cura di sé, secondo gli esperti di salute Queer 

Attraverso numerose interviste con professionalità esperte di salute queer – incluse figure tradizionali come psicologi/ghe, terapisti/e sessuali, personal trainers, maestri/e di reiki e ipnotizzatori/trici – abbiamo scritto una guida per prendersi cura di sé durante questi tempi difficili.

 

di Wren Sanders

 

 

 

 

 

 

 

dormire

ricercare la gioia

coltivare il proprio lato artistico

ascoltare la fede

cercare consigli

non perdere il tuo essere queer

concederti il tempo per riflettere

essere consapevole di non essere sol*

 

A volte parliamo alle nostre piante. Oppure ci facciamo delle lunghe, bollenti docce. Siamo ossessionati per la cura della pelle, per Netflix, per i tè caldi ed una buona zuppa. A  qualcun* viene in aiuto la masturbazione; ad altr* lo yoga.

Tutte queste cose rientrano nel concetto di cura di sé, che non è mai stata così importante come adesso, dal momento che il Corona Virus si sta diffondendo in tutto il mondo.

Vista la spaventosità di questo momento, alcuni direbbero che è assolutamente essenziale.

 

Che cosa si intende per ‘cura di sé’? Per la rivista scientifica Psichology Today, la ‘cura di sé’ è “prendersi consapevolmente del tempo per prestare attenzione a te stess*, non in senso narcisistico, ma in un modo che possa garantire che tu ti stai prendendo cura di te”. 

Nei paragrafi sottostanti potrete trovare i consigli di alcun* espert* di salute Queer – incluse figure tradizionali come psicologi/ghe, terapisti/e sessuali, personal trainers, maestri/e di reiki e ipnotizzatori/trici – che abbiamo contattato per individuare delle soluzioni creative per prenderti cura di te stess* a partire da adesso.

Mentre leggi, ricordati che dipende da te ricercare benessere e consigli. Dipende da te rimanere in contatto con il tuo corpo, qualunque cosa per te questo significhi. Dipende da te concederti del tempo per riflettere, coltivare il tuo lato artistico, ascoltare la tua fede. E se questo ti sembra una responsabilità, lo è. Ma non è un’incombenza noiosa. E’ un’opportunità. 

 

Completa il “ciclo di risposta dello Stress” 

 

All’educatrice e psicoterapista Andrea Glick piace pensare il concetto di trauma prendendo come punto di vista quello dell’antilope. “Quando le antilopi vengono cacciate da un leone, entra in gioco l’istinto di sopravvivenza. Possono fuggire, combattere o fingersi morte. Molt* di noi stanno reagendo così in questo momento: lasciamo le grandi città, ci arrabbiamo con il governo o cadiamo in depressione”. Il fatto è che molt* di noi non compiono il passo successivo, ossia fare quello che Glick definisce come “completare il nostro ciclo di risposta dello stress”. Dopo che l’antilope fugge via o si libera dal leone, scuote tutto il suo corpo, letteralmente, rilasciando lo stress (in forma di cortisolo e adrenalina) attraverso il movimento muscolare.” Per Andrea Glick prendersi cura di sè durante l’epidemia di Corona virus vuol dire comportarsi come l’antilope. Questo vuol dire rilasciare lo stress dopo ogni nuovo allarme, stralcio d’informazione, ora del giorno mentre il tempo scorre. Come, ad esempio,  respirare (il respiro è, se ci pensi, movimento), fare dei saltelli laterali, assumere la posizione yoga della panca finché le braccia non cominciano a tremare (possiamo tremare proprio come farebbe un antilope), tenere un diario (anche scrivere è un esercizio di movimento e rilassamento), sospirare, spingere con le mani contro un muro, oppure chiedere al proprio corpo di cosa ha bisogno e FARLO. 

 

Cercare Gioia

 

Come psicoterapista, Lourdes Dolores Follins spiega che l’oscurità che vediamo nel mondo in questo momento amplifica l’importanza di ricercare il tipo di gioia più adatto a te. “La gioia assume sembianze diverse per ognun* di noi, potrebbe essere prefiggersi di ascoltare il canto degli uccellini di prima mattina, assaporare una tazza calda di té/di kava/di cioccolata/di caffé, danzare solo perché puoi farlo, o guardare una tua foto di quando eri più giovane mentre suonavi” dice Follins. “Quando ci fissiamo sulle cose tristi, i fatti ansiogeni che accadono nel mondo, finiscono con il diventare tutto ciò che vediamo”. 

 

Cercare consigli

 

Nessuna cassetta degli attrezzi per la cura del sé sarebbe al completo con un solo attrezzo, per questo motivo Follins suggerisce di non cercare solo la gioia ma anche la saggezza, in particolare quella che può essere trovata pensando ai/alle nostr* predecessor*. “Questo potrebbe voler dire rivolgersi a queste figure per chiedere loro consiglio oppure chiedere a te stess*: “cosa avrebbe fatto James Baldwin o Sylvia Rivera in questo momento?”.

o.Resta in contatto con il tuo corpo

 

Rimanere fisicamente attivi è un imperativo per chiunque, soprattutto per le persone queer, come anche mantenere una connessione sana tra corpo e mente durante l’isolamento”, ci racconta Mar Keller, personal trainer che lavora con persone LGBTQIA+. “Sia attraverso esercizi di respirazione, stretching, sollevamento pesi, o qualsiasi sorta di auto-massaggio o palpazione, rimanere fisicamente attivi e stare connessi al proprio corpo è importante specialmente per le persone queer che possono essere minacciate dall’assenza di controllo sull’attuale situazione mondiale. 

 

Coltivare il proprio lato artistico


Restare creativi non è solo un modo divertente per impiegare il tuo tempo in isolamento. Secondo l’arteterapeuta newyorchese Glenn M. Smulyan, l’arte può fornire potenti benefici alla salute mentale. Attraverso il “collage, disegno, il ricamo, la pittura, il lavoro a maglia, il semplice colorare (…) l’impegno con la materia comunica al sistema nervoso che hai il controllo e questo può esserci di supporto nel rispondere, invece che reagire, ad una situazione di crisi”. 

 

Concederti il tempo per riflettere

 

Molte persone hanno più tempo a disposizione del solito in questi giorni. E’ facile riempirlo svolgendo attività che non necessariamente ci fanno stare meglio, come navigare su Instagram o controllare le news. Christina Tesoro, una terapista di New York, consiglia, invece, di spendere questo tempo extra nella meditazione. “Quello di adesso è un tempo perfetto per rallentare, riposare, sognare ed il sognare collettivo è il modo in cui ci colleghiamo con l’altro quando non possiamo stare insieme fisicamente”. Ancora meglio, condividere queste riflessioni può creare un’inaspettata vicinanza: “l’atto del condividere le tue più profonde, più private immagini e fantasie è un atto profondamente intimo, e non hai bisogno di stare con qualcuno per farlo.

 

Fai delle belle dormite

 

Dormire è più essenziale di quanto tu possa credere, anche se stai spendendo gran parte del tuo tempo a stare seduto a non far niente: dormire in modo adeguato è la chiave per mantenere il tuo sistema immunitario sano, la tua mente in allerta ed il tuo corpo nella miglior forma possibile per affrontare lunghi periodi di isolamento. “Più siamo stressati, più abbiamo bisogno di dormire,” ci ricorda Lourdes Dolores Follins. “Perciò, se possibile, fai uno sforzo di dormire di più – anche se pensi che è troppo presto per andare a dormire.” 

 

Avere fede


La fede è, ovviamente, un argomento complicato e può significare cose diverse per persone diverse. Per la maestra reiki Maria Liu, la natura della propria fede personale è di gran lunga meno importante della fede stessa in qualcosa – o nulla. “ Connettiti alla tua fede nell’universo, nello spirito o in qualunque altra cosa tu creda,” dice Liu, “perché la fede ha molti effetti benefici sul tuo benessere, specie in tempi di crisi”.

 

Prova qualcosa di nuovo, come l’ipnosi

 

Secondo Joanne Davies, un’ipnotista certificata con 10 anni di esperienza sul campo, l’ipnosi “è un’ottima via per rimanere centrati nei nostri corpi (con i piedi per terra) mentre ci godiamo una vacanza mentale di cui abbiamo bisogno. Ci può aiutare a fidarci della nostra mente subconscia… Può ricordarci che andrà tutto bene”. Più simile alla meditazione rispetto che ad altre pratiche del pronto soccorso, l’attività della Davies intende “ aiutare a visualizzare con la mente posti felici, al fine di darci una tregua dal tran tran quotidiano per poi, successivamente, ritornare alla quotidianità rinvigoriti.

 

Non perdere il tuo essere Queer 

 

Tra tutte le paure e le preoccupazioni al mondo, è facile dimenticarsi di fare le cose che si fanno normalmente. E’ facile, in altre parole, perdere di vista sé stess*. Laura A. Jacobs, una psicoterapeuta specializzata in “terapia per le  vite dentro e fuori dagli schemi”, pone la questione in un altro modo: “Non perdete il vostro essere queer!”. “Provate a ridurre quella pila di panni sporchi. Pulite casa vostra. Mantenete una routine quotidiana. Metti in forno dei biscotti. Netflix. (Rilassati se puoi farlo in sicurezza). Lascia che le tue bandiere del tuo essere queer svolazzino ancora.”

 

Sappi che non sei solo

 

Siamo qui per te. Sappiamo che questa affermazione rompe un po’ il quarto muro, e ciò è alquanto strano, ma questi sono i tempi strani in cui viviamo, e a volte situazioni strane richiedono soluzioni strane. Molt* di voi ci hanno contattato già personalmente via email o Instagram per farci domande e sollevare preoccupazioni. E’ stato un privilegio poter condividere la conoscenza o le risorse che ho. Questa crisi non logorerà la nostra connessione con te. Come dice la psicologa Monica Johnson, “nell’era digitale, il distanziamento e la quarantena non devono necessariamente significare totale isolamento… l’intimità sociale non richiede la vicinanza fisica”.  

 

(tratto da them. e scritto da